L’Alzata del Giglio di grano di Flumeri è uno dei momenti più emozionanti e identitari della tradizione flumerese, un rito collettivo che si rinnova ogni anno l’8 agosto in onore di San Rocco. In questa giornata il Giglio, grande obelisco devozionale di legno, grano e paglia alto circa 30–31 metri, costruito inizialmente in posizione supina, viene sollevato a mano fino alla posizione verticale grazie all’impegno dei carristi
L’Alzata rappresenta un vero prodigio popolare: tutto avviene esclusivamente con la forza delle braccia e con l’uso di strumenti tradizionali come forconi, scale, pali e funi. A guidare le operazioni è il celebre grido “Oh… Forza!”, comando corale che coordina gli sforzi e che, anno dopo anno, continua a essere parte integrante del rito e della memoria del paese.
Dopo intensi strappi, fatica e partecipazione collettiva, il Giglio raggiunge finalmente la posizione eretta, suscitando nella comunità una forte emozione condivisa. È il segno visibile di una tradizione antica che unisce fede, lavoro, appartenenza e identità, e che prepara Flumeri ai successivi appuntamenti del 15 agosto con la Tirata del Giglio e del 16 agosto con la festa e la processione di San Rocco.
Il Giglio di Flumeri è infatti il simbolo dell’offerta delle primizie e della riconoscenza collettiva per il raccolto e per la protezione ricevuta, oltre a rappresentare una delle più significative espressioni del patrimonio culturale immateriale dell’Irpinia. L’evento si svolge tradizionalmente al Campo del Giglio, luogo simbolico della costruzione e dell’elevazione dell’obelisco, e richiama ogni anno residenti, emigranti, visitatori e appassionati delle feste del grano.



