Fiscalità APS: regole operative dal 2026

Con l’entrata in vigore della nuova disciplina fiscale del Terzo Settore, le Associazioni di Promozione Sociale e le Pro Loco sono chiamate a monitorare con maggiore attenzione la propria gestione economica e fiscale.

UNPLI Avellino invita tutte le Pro Loco del territorio a prestare particolare attenzione alla corretta classificazione delle entrate, al rapporto tra costi e ricavi delle attività e al rispetto dei limiti previsti dalla normativa.

L’obiettivo è mantenere le agevolazioni fiscali previste dal Codice del Terzo Settore ed evitare che l’associazione possa assumere natura commerciale ai fini fiscali.

Regime forfetario APS
Ricavi commerciali entro 85.000 euro annui
Test di non commercialità
Verifica del rapporto tra ricavi e costi
Controllo continuo
Monitoraggio durante tutto l’anno

I punti principali da conoscere

Le APS iscritte al RUNTS possono applicare il regime forfetario previsto dall’art. 86 del Codice del Terzo Settore, a condizione che i ricavi derivanti da attività commerciali non superino 85.000 euro annui.

Dal 2026 assume particolare importanza il cosiddetto test di non commercialità: per ogni attività occorre verificare la natura dell’iniziativa, il rapporto con le finalità statutarie dell’associazione e il confronto tra i ricavi ottenuti e i costi effettivamente sostenuti.

Un’attività può continuare ad essere considerata non commerciale se i ricavi superano i costi entro il limite di tolleranza del 6%. Se tale limite viene superato per due esercizi consecutivi, l’attività può assumere natura commerciale ai fini fiscali.

È quindi fondamentale distinguere correttamente le entrate istituzionali, come quote associative, contributi ed erogazioni liberali, dai proventi commerciali, come sponsorizzazioni, prestazioni verso terzi, cessioni di beni e attività svolte con continuità.

Esempio pratico: attività promozionale e attività commerciale

Per comprendere meglio la differenza tra attività promozionale e attività commerciale, è utile fare un esempio legato al territorio.

Se una Pro Loco promuove un prodotto tipico della propria zona, l’iniziativa rientra generalmente nelle finalità istituzionali e promozionali dell’associazione.

Ad esempio, nel territorio baianese la produzione di nocciole rappresenta un elemento identitario e caratteristico. Una Sagra della Nocciola organizzata in quel contesto ha una chiara finalità di promozione del prodotto tipico locale, della cultura, dell’economia e delle tradizioni del territorio.

In questo caso l’evento non nasce come semplice attività di vendita, ma come iniziativa di valorizzazione territoriale.

Diverso è il caso di un evento che promuove un prodotto non collegato alla tradizione o alla produzione locale. Ad esempio, una Sagra della Birra organizzata in un territorio dove non esistono produzioni, tradizioni o filiere attinenti potrebbe rientrare tra le attività commerciali o tra le attività diverse, soprattutto se prevale l’aspetto di vendita o somministrazione rispetto alla finalità di promozione del territorio.

Attenzione alla valutazione caso per caso

La qualificazione fiscale di un’attività non dipende soltanto dal nome dell’evento, ma dal suo contenuto concreto: finalità, prodotto promosso, legame con il territorio, modalità organizzative, documentazione, entrate generate e costi sostenuti. Per questo motivo, prima di avviare iniziative economicamente rilevanti, è sempre opportuno confrontarsi con il proprio consulente.

Indicatori consigliati da monitorare

Indicatore Valore consigliato
Ricavi commerciali Non superare 85.000 euro
Attività diverse / Entrate complessive Non superare il 30%
Attività diverse / Costi complessivi Non superare il 66%
Ricavi attività di interesse generale Non superare il 6% rispetto ai costi collegati

Attività diverse e raccolte fondi

Le attività diverse possono essere svolte solo se secondarie e strumentali rispetto alle attività di interesse generale, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa.

Le raccolte fondi restano uno strumento importante per il finanziamento delle attività istituzionali, ma devono essere correttamente documentate con un rendiconto specifico e con la conservazione di tutta la documentazione relativa a incassi e spese.

Buone pratiche consigliate

  • aggiornare la contabilità almeno ogni mese;
  • verificare periodicamente il rapporto tra costi e ricavi delle attività;
  • controllare l’avvicinamento alla soglia degli 85.000 euro;
  • conservare fatture, ricevute e giustificativi di spesa;
  • predisporre preventivi economici prima di avviare nuove attività;
  • confrontarsi con un consulente prima di organizzare iniziative economicamente rilevanti.

Scadenze e adempimenti da ricordare

Ogni APS deve prestare attenzione alle principali scadenze amministrative e fiscali, tra cui l’aggiornamento del libro soci, l’approvazione del bilancio, il caricamento sul RUNTS entro i termini previsti, le eventuali dichiarazioni fiscali, i versamenti dovuti e la conservazione della documentazione contabile.

Per ulteriori informazioni

Per chiarimenti e indicazioni sulla fiscalità delle APS e sulle regole operative dal 2026, è possibile contattare:

Argentino Giannattasio
Tel. 349 3662580

Avvertenza

Il presente testo ha finalità informativa. Le Pro Loco e le APS sono invitate a confrontarsi con il proprio consulente prima di intraprendere attività che possano avere rilevanza fiscale.

UNPLI Avellino resta a disposizione delle Pro Loco del territorio per favorire una gestione amministrativa più consapevole, ordinata e conforme alla normativa.

Felice D’Anna
Responsabile Comunicazione UNPLI Avellino

Giuseppe Silvestri
Presidente UNPLI Avellino